Il pellet è un tipo di biocombustibile, formato da segatura essiccata e concentrata in piccoli cilindri.

Molte persone hanno familiarità con le stufe a pellet che possono produrre aria calda, ma esistono anche le caldaie a pellet in grado di riscaldare l’acqua e che poi viene fatta circolare nei termosifoni in casa oltre che quella ad uso sanitario.

Le caldaie a pellet a Torino non possono essere installate all’interno dell’abitazione, ma necessitano di uno spazio separato dedicato. Solitamente sono sufficienti circa 10 metri di superficie totale per la caldaia e per il sistema di rifornimento a pellet, che può essere un serbatoio o un silos nel caso di appartamenti. Una caldaia residenziale può contenere anche due quintali di pellet che possono garantire fino a una settimana di autonomia durante i mesi invernali.

La caldaia a pellet può sostituire completamente la vecchia caldaia, basta collegare i tubi esistenti e installare nelle vicinanze un serbatoio o i silos. Per aumentare i vantaggi di questo sistema si può pensare di integrarlo, ad esempio, con un impianto solare termico. Le esenzioni fiscali concesse dallo Stato italiano si applicano infatti a entrambi i sistemi, quindi combinarli può essere pratico e conveniente.

Un ulteriore accumulatore di acqua calda completa il sistema di riscaldamento innovativo, ecologico e volto al risparmio energetico. L’accumulo infatti permette di mantenere calda l’acqua durante il giorno quando la caldaia è spenta e, se è collegato un impianto solare, permette di accumulare il calore prodotto dal sole.

Le caldaie a pellet Cermat sono progettate in varie taglie da 25 kW, ideali per riscaldare in modo ecologico ed economico tutti i tipi di impianti civili e industriali; anche grazie a numerose forme di sussidi statali è possibile ammortizzare rapidamente l’investimento sostenuto.

Vantaggi e svantaggi delle caldaie a pellet a Torino

L’installazione e la manutenzione di una caldaia a pellet è davvero semplice e accessibile a ogni componente della famiglia. Alcuni tipi di stufe e piccole caldaie a pellet hanno anche il vantaggio di poter essere installate in edifici senza canna fumaria. Ciò significa che la caldaia è dotata di un sistema chiamato tiraggio forzato, quindi per lo scarico dei fumi all’esterno è necessario solo un tubo del diametro di circa 8 cm. Questo sistema rende la caldaia inutilizzabile in caso di mancanza di corrente, eventualmente per mancanza di corrente. Le grandi caldaie invece richiedono sempre una canna fumaria dedicata a uso esclusivo.

Chi sceglie il pellet come fonte di riscaldamento, deve prevedere uno spazio in casa, o in garage, dove tenere i sacchi di pellet. Un sacco pesa mediamente 15 kg e se si decide di acquistare una scorta per l’intera stagione, lo spazio necessario inizia a diventare significativo. Un altro svantaggio del pellet è la cenere che si forma quando si bruciano i cilindri di legno. La cenere deve essere svuotata regolarmente, a seconda della frequenza di utilizzo della caldaia; la procedura è molto semplice e bastano pochi accorgimenti per non contaminare l’ambiente circostante della caldaia a pellet.

Caldaia a pellet Torino: innovazioni e costi

La tecnologia avanza su tutti i fronti e la domotica o la capacità di automatizzare gli oggetti della casa sta integrando sempre più dispositivi e sistemi. Oggi, con una caldaia a pellet, puoi impostare la temperatura da remoto, anche utilizzando un’applicazione installata sul tuo smartphone.

Accendere la caldaia prima di rientrare a casa dopo un fine settimana in montagna è una realtà a un prezzo abbastanza contenuto. Per chi si accontenta di elettrodomestici meno avveniristici, i normali cronotermostati funzionano perfettamente e sono quasi sempre integrati nella stufa.

L’installazione di una caldaia a pellet può costare mediamente intorno ai 5.000 €. Ovviamente questo è un prezzo medio puramente indicativo e può variare a seconda della capacità della caldaia e delle tante altre opzioni che si possono aggiungere.

Chi decide di passare al pellet, rinunciando al metano, dovrebbe anche valutare la possibilità di sostituire il piano cottura in cucina, togliendo il vecchio impianto a gas per uno più moderno ed economico ad induzione.

Tutti i sistemi di riscaldamento a pellet sono ecologici e possono beneficiare di agevolazioni fiscali.Vantaggi e svantaggi delle caldaie a pellet a Torino

Perché il pellet conviene di più rispetto al gasolio o al metano?

Il pellet conviene sempre e, senza entrare in complicati calcoli matematici, può essere dimostrato e compreso con notevole facilità. Tutto si basa sul potere calorifico dei combustibili e sul loro prezzo di acquisto.

Un litro di gasolio genera lo stesso numero di calorie di un metro cubo di metano e poco più di 2 kg di pellet. Per semplificare notevolmente i calcoli senza discostarsi troppo dall’acquisto effettivo, possiamo stabilire che un litro di gasolio da riscaldamento costa circa 1,50 euro (accise e iva comprese) e un metro cubo di metano costa circa 1 euro e, infine, poco più di 2 Kg di pellet costano mediamente 0,50 euro.

Si ricorda che i calcoli sono molto semplificati e servono solo a comprendere le percentuali di risparmio che possono differire da sistema a sistema. In ogni caso il riscaldamento a pellet costa circa la metà rispetto a un impianto a metano o addirittura 1/3 rispetto a un impianto a gasolio. Il GPL ha più o meno lo stesso rapporto di costo del diesel.

Meglio una caldaia a pellet o una stufa?

Per riscaldare la nostra casa e l’acqua sanitaria, è preferibile una stufa o una caldaia a pellet? Innanzitutto, quando decidi di acquistare un nuovo impianto di riscaldamento, dovresti tenere in considerazione le tue esigenze e le caratteristiche dell’ambiente che dovrai riscaldare con questo sistema, soprattutto le sue dimensioni.

Infatti, più grande è l’ambiente, più potente deve essere il sistema per poterlo riscaldare completamente. Nel caso di una stufa a pellet, va tenuto presente che riscalderà solo l’ambiente in cui verrà collocata, a meno che non si decida di utilizzare una termostufa a pellet.

Una caldaia a pellet a Torino è sicuramente la scelta più conveniente per riscaldare un intero appartamento o immobile. Questo sistema sostituirà una normale caldaia a gasolio o metano, con la differenza che sarà alimentata a pellet.

Inoltre, se hai deciso di acquistare uno di questi prodotti, vale la pena ricordare quali caratteristiche deve avere il sistema al massimo delle prestazioni, ovvero:

  • la presenza di scambiatori per migliorare il trasferimento di calore;
  • alta efficienza con rendimento superiore al 90%;
  • affidabilità del corpo caldaia;
  • elevati standard di sicurezza;
  • funzionamento automatico (sia per carico combustibile, sia per aspirazione cenere e funzionamento bruciatore);
  • affidabilità operativa;
  • compattezza delle dimensioni del sistema.

Quali norme e certificazioni devono rispettare stufe e caldaie a biomasse?

Sia gli elettrodomestici (stufe) che le caldaie devono essere omologati secondo le norme europee di prodotto (UNI EN), che garantiscono al consumatore sia il rispetto dell’ambiente che la sicurezza. È sempre importante richiedere al produttore o ai suoi rivenditori una “Certificazione Ambientale” necessaria anche per accedere agli incentivi.

Al fine di ottenere l’efficienza attesa dell’impianto di riscaldamento è necessario rivolgersi a installatori qualificati, come noi di Cermat, che devono fornire all’utente una “Dichiarazione di Conformità” dell’impianto secondo lo stato dell’arte, inoltre, il sistema deve essere adeguatamente mantenuto, programmando gli interventi di controllo periodici eseguiti da tecnici autorizzati e qualificati. Si ricorda, infine, che tutti gli impianti di riscaldamento, cioè con potenza al focolare maggiore a 5 kW, devono essere inseriti nei registri informatici regionali.

Manutenzione delle caldaie a pellet a Torino: cosa fare?

Le caldaie a pellet richiedono una semplice pulizia per garantire sempre un funzionamento regolare ed efficiente. È molto importante che venga sempre eseguita a caldaia spenta e fredda per garantire la sicurezza e l’efficienza dell’apparecchiatura. Il rischio di guasti ed emissioni inquinanti è ridotto.

Per una perfetta manutenzione dovrai fare quanto segue:

  • Pulizia settimanale del cassetto cenere posto sotto la camera di combustione.
  • Rimuovere la cenere che si accumula nella camera di combustione, soprattutto all’interno del focolare, che permette all’aria comburente di fluire liberamente.
  • Pulire la caldaia ogni mese
  • Intervento di un tecnico qualificato per:
    • Verificare lo stato delle guarnizioni.
    • Pulizia del camino.
    • Controllare il flusso dei gas di scarico e preparare il sistema per il riavvio.
    • Pulizia accurata delle parti interne della caldaia.

Ricorda quindi che la manutenzione della caldaia a pellet è un’attività abbastanza semplice da eseguire, ma va fatta prima dell’inizio della stagione invernale.

Come scegliere il pellet migliore: caratteristiche e tipo di legno

Il pellet è un insieme di rifiuti di legno. Viene venduto in sacchi e viene utilizzato per caldaie e stufe. È un combustibile naturale ed ecologico, caratterizzato da un elevato rendimento economico: è efficiente e consente di risparmiare.

Per ottenere il massimo beneficio dal pellet, sia in termini economici che di efficienza, è importante riflettere attentamente su quale acquistare.

In generale, i pellet di buona qualità hanno una forma liscia e regolare e l’imballaggio non deve contenere polvere di legno. Inoltre, il miglior pellet deve anche avere certificati appropriati, standard di qualità e marchi di origine per essere valutato come tale.

Per poter individuare il miglior pellet, ritenuto anche il più adatto alle proprie esigenze, è bene ricordare anche che è il tipo di legna che determina la combustione, la resa termica e altri aspetti importanti. Un altro elemento da considerare quando nel valutare il miglior pellet, è il fatto che quelli misti, cioè con molte specie legnose, sono generalmente di scarsa qualità e producono una resa inferiore.

Qual è il legno più adatto per il pellet? Dipende dalle esigenze di tutti, quindi è importante conoscere le caratteristiche principali delle specie legnose da cui si può ricavare questo combustibile.

Tra le diverse tipologie di pellet che possiamo scegliere in base alla legna troviamo:

  • Pellet di faggio: considerato di altissima qualità. È decisamente ricco di calorie, ma ha anche lo svantaggio di mangiare velocemente, lasciando molta cenere. Tuttavia, è uno dei pellet più consigliati dagli esperti.
  • Pellet di abete: è uno dei più richiesti dai consumatori e possiamo trovarlo sia di abete rosso che bianco. Ha un ottimo potere calorifico e produce poca cenere. Inoltre, brucia lentamente e quindi risparmia molto.
  • Pellet misto di faggio e abete: questo è un buon prodotto con il quale puoi beneficiare delle proprietà di entrambi i tipi di legno. Tuttavia, è necessario verificare quanti ce ne sono rispetto ad altri scarti di legno utilizzati per realizzarlo. La percentuale di entrambi i tipi di legno varia a seconda del produttore.
  • Pellet di castagno: ottimo, lascia pochissima cenere, ma è più raro e più costoso di altri pellet.
  • Pellet di conifere: costituiti da due o più tipi di legno di conifere (sequoia, abete, pino, larice) in proporzioni diverse, possono essere considerati di media proprietà e hanno un costo molto contenuto.
  • Pellet misto: per essere considerato soddisfacente in termini di prestazioni e qualità, è importante che nell’impasto vengano utilizzate le tipologie di legno sopra descritte: abete, larice, pino, faggio, sequoia, ma anche rovere.

L’origine geografica influisce anche sulla qualità del pellet. La conformazione e il clima, il tipo di coltivazione, i trattamenti di lavorazione e le normative applicabili sono tutti fattori che hanno un’influenza significativa. Per quanto riguarda le normative, ci sono paesi dove le leggi in materia sono più liberali e altri dove le procedure da seguire sono più rigide e quindi possono offrire un prodotto di qualità.

In questo senso i pellet Made in Italy, realizzati da legno prodotto in Italia, sono sicuramente un’ottima scelta. Anche i pellet tedeschi e austriaci sono considerati tra i più affidabili.

Per scegliere il pellet migliore, è necessario prestare attenzione anche ai certificati sulla confezione. Per esempio:

  • In Italia il pellet considerato uno dei migliori possiede il certificato Pellet Gold;
  • In Austria, la certificazione ÖNORM fa la differenza;
  • In Germania, i migliori pellet possono essere riconosciuti dalla certificazione Din Plus.

Inoltre, il segno EN Plus sugli imballaggi dei pellet prodotti nell’Unione Europea garantisce che questi combustibili sono stati ottenuti nel rispetto di specifici standard di produzione e qualità. Anche i pellet con il marchio EN Plus si dividono in tre sottocategorie: A1, A2 e B. In base a questa classificazione, i migliori pellet sono di tipo A1, mentre quelli di tipo B sono i meno efficienti e sono ideali per applicazioni industriali.

I certificati consentono di essere sicuri che i pellet siano di buona qualità, ma anche che non contengano sostanze chimiche pericolose come vernice o formaldeide.

Incentivi per installare caldaie a pellet a Torino

Uno dei fattori che spinge le persone a installare una caldaia a pellet nella propria abitazione, sono sicuramente gli incentivi. In questo si beneficia di sconti, ripagando la spesa entro pochi anni.

Chi decide di sostituire l’impianto di climatizzazione invernale con generatori a biomasse può usufruire del Conto Termico 2021.

Conto Termico 2021: che cos’è? Chi può richiederlo?

Il Conto Termico 2021 è un fondo che è stato confermato per incentivare la produzione di energia termica e sostenere interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica di edifici e abitazioni. Il fondo è gestito dal GSE, acronimo di Gestore Servizi Energetici. Esso ha il compito di determinare quali interventi sono consentiti e chi può ottenere incentivi in ​​base alla normativa decisa dal legislatore.

Il conto termico 2021 mette a disposizione della pubblica amministrazione e degli enti privati ​​ (aziende e residenze) un bonus economico pari al 65% delle spese per il miglioramento dell’efficienza e del risparmio energetico degli edifici e della produzione di energie rinnovabili. Il conto termico GSE 2.0 è pensato anche per le aziende del settore agricolo (serre, ecc.), in funzione dell’abbattimento dei costi per l’approvvigionamento energetico.

Lo Stato italiano mette a disposizione 900 milioni di euro all’anno. 200 di questi sono destinati alle Pubbliche Amministrazioni, gli altri 700 finanziano gli interventi di soggetti privati, per esempio nel caso di lavori in casa per il risparmio energetico. Gli incentivi del Conto Energia Termico GSE 2021 non sono cumulabili con le agevolazioni fiscali Irpef.

Può usufruire di questi incentivi:

  • Titolare della spesa: colui che ha sostenuto in modo diretto le spese per gli interventi di efficienza energetica per cui richiede il rimborso.
  • Presentazione istanza al GSE: il soggetto responsabile può presentare domanda di riconoscimento degli incentivi ed essere responsabile dell’autenticità delle informazioni sulla conformità dei suoi requisiti alle leggi e ai regolamenti vigenti.
  • Contratto: responsabile è colui che ha effettivamente sottoscritto il contratto con il GSE e quindi beneficiato degli incentivi Conto Termico 2.0 2021.
  • Conservazione dei documenti: Il soggetto responsabile deve conservare i documenti indicati nel DM del 16 febbraio 2016, per tutto il periodo di incentivazione e per 5 anni dall’erogazione dell’ultimo pagamento.
  • Attività di controllo: deve essere garantita per il GSE la possibilità di effettuare controlli, anche con sopralluogo diretto, atti a verificare la conformità degli interventi per cui si è richiesto il bonus incentivo Conto Termico 2021.

Ecobonus 110 % Covid: che cos’è?

L’emergenza Coronavirus, con successivo blocco del Paese, ha portato il Governo a prendere un provvedimento di cui si discute da tempo: aumentare di un certo livello le possibilità di detrazioni fiscali per tutte le ristrutturazioni domestiche e miglioramenti di efficienza energetica.

La possibilità di detrarre tutte le spese per lavori di efficienza energetica (è ovviamente utile, più i bonus sisma) è ovviamente molto interessante, ma c’è da dire che tutto deve essere molto importante, perché il requisito fondamentale è avere almeno il miglioramento di due classi energetiche (una se non è possibile di più). Insomma, i lavori devono essere importanti, non basta solo la sostituzione di una caldaia o degli infissi, ma si possono anche cumulare tra loro.